I consigli di Michel Robert – Nei panni del cavallo

 

I cavalli non sanno mai cosa li aspetta. Quando cambiano scuderia, lasciano sempre un amico, cavallo o uomo. E soffrono la separazione. Ma anche nella vita di tutti i giorni succede per loro qualcosa di imprevisto. Immaginatevi di essere tranquilli a casa quando improvvisamente qualcuno senza alcun riguardo vi viene a prendere, vi porta fuori dalla vostra stanza, vi striglia, vi stringe il costato, si siede brutalmente sulla vostra schiena, vi gira il collo a destra e a sinistra, e vi lavora i fianchi con gran colpi di sperone…

Rispetto a qualche anno fa, i tempi sono fortunatamente cambiati, ma quanti sono ancora oggi i cavalieri che pensano che un cavallo debba essere sottomesso dal momento in cui esce dal box…

Troppi cavalli vengono trattati come schiavi!!! Eppure proprio come noi ciascuno ha la propria storia, i propri bisogni, le proprie emozioni e le proprie esigenze. Alcuni hanno bisogno di giocare, altri di rigore, di essere ricompensati e perfino di… distrarsi. Noi dobbiamo sempre fare lo sforzo di capire cosa può mancargli. E’ nostro dovere, visto quello che gli chiediamo costantemente e che loro ci danno. Il gioco, per esempio, non è controindicato.

Personalmente all’inizio del lavoro sia a casa che in campo prova amo molto lasciare il cavallo distrarsi con il naso al vento, brucare un po’ d’erba, annusare in giro, grattarsi il muso sulla zampa o fare qualche sgroppata.

E’ importante per liberare le rigidità accumulate dalla lunga permanenza nel box ma anche per la sua mente.

Anche i cavalli hanno bisogno di libertà e distrazione. Ricordiamocelo sempre!